storia di un bambino tombino

parte 2

ti ho mai detto che dina era contenta solo in un momento della sua giornata? all'alba, quando sorgeva il sole, messaggero di speranza. anche se poi la giornata non volgeva per il bene, vedere sorgere il sole era tutto per lei. le bastava l'attimo in cui la luce emergeva dall'orizzonte e le sfiorava il cuore.
un giorno costruirono un grattacielo di fronte alla finestra della sua camera e lei si trovo nell'imbarazzante momento di dover compiere una scelta. rimanere nella sua stanza, ma non vedere più sorgere la luce, oppure spostarsi e ricercare un posto migliore.
in quel momento vide sotto di lei un bambino seduto su un marciapiede che fissava una P di un parcheggio per disabili sulla strada.

era il bambino tombino.

lui aveva scelto.
anche lei decise di farlo. lasciò la sua stanza, e andò a vivere nel grattacielo che avevano costruito davanti alla sua camera, in una stanza che volgeva ad oriente, verso il sole. e iniziò ancora ad assaporare gli inizi di tutte le giornate che trascorreva e a vedere le cose da un'altra prospettiva.

questo fino all'età di 27 anni. infatti un giorno il sole si levò inspiegabilmente ad occidente, nessuno seppe mai perché. si spense la luce, si spense anche dina.
lasciò la sua camera, scese dal grattacielo, andò in strada, prese una sedia, un cuscino, si coprì, e si sedette vicino al bambino tombino. ma non si parlarono mai, e non si guardarono mai, perché ognuno aveva altro a cui pensare e altro da guardare.

continua (2/4)

minlab