storia di un bambino tombino

parte 3

trenta mesi. impiegò trenta mesi. dopo novecento giorni si decise, ed alzò lo sguardo.
trenta mesi. impiegò trenta mesi. dopo novecento giorni si decise, ed alzò lo sguardo, anche lei.

era vero, allora. il sole non eclissa tutto il resto. non era vero. trenta mesi per pensarlo ed un istante per capirlo. i suoi occhi, la sua espressione, i capelli al vento del bambino tombino. tutto era meglio del sole.
anzi no. perché il sole è l'unica cosa che non puoi guardare, ma che ti permette di guardare. ecco perché
dina era triste una volta. poteva godere solo guardando la luce del sole, e lo poteva fare solo quando questa non era accecante, all'alba. al tramonto no, perché il tramonto odorava di morte.
solo
all'alba.

ma adesso aveva capito che era ingiusto, che doveva godere di tutto quello che il sole illuminava, come gli occhi, l'espressione, i capelli del bambino tombino.
aveva capito ciò che stava cercando.

era vero, allora. oltre i tombini e le p dei parcheggi dei disabili ci sono altre belle cose.
trenta mesi per capirlo. ma adesso?

"e tu cosa stai cercando?" le chiese dina.
il bambino tombino rispose per la prima volta ad una domanda dopo 27 anni.
"in verità a me piacerebbe cercare il tuo punto g".

continua (3/4)

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